Il viaggio alla scoperta del complesso personaggio di Frida Kahlo è tanto affascinante quanto inesorabile e senz’altro non adatto a chi è debole di cuore. La sensibilità smisurata dell’artista nata in Messico nel 1907 e il dolore che l’accompagnò durante tutta la sua vita ne determinano un profilo umano e un’opera artistica emotivamente coinvolgente. Frida Kahlo è una donna che non lascia indifferente chi tutt’oggi prova ad intrufolarsi nella sua biografia più intima.
In queste righe ci limiteremo a conoscere le convinzioni politiche e sociali dell’artista e alcuni fattori che contribuirono ad alimentare il suo divenire un simbolo della rivoluzione comunista, della difesa dell’identità nazionale del Messico e del femminismo (rivisto a suo modo).
Il carattere: una donna fragile ma rivoluzionaria
La produzione artistica di Frida Kahlo, principalmente autoritrattistica, divenne il migliore supporto alla costruzione del mito che poi è stata. Fu però il suo modo di affrontare la vita e la sua peculiare personalità a trasformare l’artista in un simbolo universale di tutti i tempi.
Frida Kahlo trascorse la sua vita dibattendosi tra le contraddizioni intirne della sua psiche. Da una parte doveva fare i conti con il suo spirito libero, ribelle e combattivo, che la portava ad essere una donna trasgressiva e forte, ottimista e con una personalità molto marcata che la rendevano affascinante agli occhi di chi aveva il piacere di conoscerla. Dall’altra, una persona fragile, sofferente e innamorata alla follia del marito, Diego Rivera, che ammirava e idolatrava e al quale finiva per consentire persino il tradimento, addirittura con sua sorella più piccola.
Questa sua dualità caratteriale si rifletteva profondamente nell’opera dell’artista, influenzata dagli stati d’animo della Kahlo, che variavano a seconda del dolore causato dalla malattia e delle crisi amorose che continuamente soffriva. Vita e morte (sempre dualità, contrapposizione) sono l’altra costante nei suoi dipinti.
‘Il marxismo darà salute ai malati’. Uno dei suoi ultimi autoritratti. Chiaro e contundente manifesto politico in favore del Partito Comunista
L’impegno politico
A solo diciassette anni si iscrisse ai Giovani Comunisti. Questa adesione nasceva dal suo forte interessamento agli avvenimenti politici che si stavano svolgendo in quegli anni nel suo paese natale, il Messico. Fu però dal matrimonio con Diego Rivera, che le sue idee divennero profonde convinzioni e ne fece, insieme al marito, una lotta personale e pubblica.
La giustizia sociale e l’opposizione all’Imperialismo nordamericano erano le sue due grandi preoccupazioni politiche, alle quali la rivoluzione comunista riusciva a darle le risposte da lei pretese. Il sostegno alla causa comunista portò al matrimonio Rivera-Kahlo persino ad accogliere per due anni nella casa di famiglia (Casa Azul) uno dei leader di più peso del Partito Comunista della neonata Unione Sovietica, Lev Trotsky (con cui Frida ebbe una breve relazione sentimentale) e la moglie Natalia, che avevano ricevuto asilo politico dal Messico.
Frida si autocolpevolizzava per non essere in grado di mettere la sua arte a disposizione della rivoluzione comunista. Fatto che la tormentava e la faceva mettersi in discussione in continuazione.
“Ho una grande inquietudine nell’assunto della mia pittura. Più che altro per riuscire a trasformarla in modo di renderla qualcosa di utile al Movimento rivoluzionario comunista […] L’unica ragione reale per vivere”
Con gli anni capì, solo in piccola parte, che il suo lavoro artistico era anche politico ma che anche con il suo esempio personale produceva un lavoro politico. Come lei stessa ripeteva in continuazione “Quello personale è politico”.
Il mito
Due sono i raggiungimenti, più o meno pretesi dalla stessa Kahlo, che sono riusciti a collocare l’artista messicana tra le icone rivoluzionarie di tutti i tempi. Il primo è che riuscì a plasmare nelle sue opere una immagine della donna diversa da quella che fino al momento si era mostrata ed esibita, sottomessa per forza di cose al giudizio maschile e/o maschilista degli artisti uomini che cooptavano la corporazione degli artisti all’epoca, e che a differenza della loro visione, quella di Frida teneva conto di aspetti che andavano oltre alla fisicità femminile e che invece avevano uno sguardo più profondo, diretto alla psiche delle donne.
Il secondo invece fa riferimento all’aspetto rivoluzionario (politicamente) della sua opera artistica, con cui parlava al mondo. Si opponeva all’ideologia dominante ed imperialista rispondendo con elementi d’identità nazionale propri del Messico (le sue opere s’ispiravano nell’arte folcloristica messicana e il suo modo di vestirsi copiava gli abiti tradizionali delle donne messicane, gonne lunghe con colori accessi, che per altro l’aiutavano a nascondere le conseguenze fisiche che gli aveva procurato il grave incidente che ebbe a diciott’anni).
Ancora oggi Frida Kahlo è ricordata non solo per i suoi dipinti d’innegabile qualità artistica e di uno stile proprio molto marcato, in cui vita e opera sono più che mai inseparabili, ma soprattutto per la capacità che ebbe di trasgredire molte delle regole e schemi mentali dell’epoca e della società in cui visse.
Tate Modern Gallery: esposizione di Frida Kahlo, Londra 2006.

